Aiuola a Cervia - Comune di Casola Valsenio

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Aiuola a Cervia

 
cervia

Con questa aiuola il Comune di Casola Valsenio e il Giardino delle Erbe “A. Rinaldi Ceroni” propongono il tema della grotta come luogo di conoscenza, tema che rimanda sia al Comune di Casola Valsenio ed al suo territorio, sia al filosofo Giovanni Pico della Mirandola, famoso per la prodigiosa memoria, del quale quest’anno si celebra il 550° anniversario della nascita.

Sul confine nord del Comune di Casola Valsenio corre la Vena del Gesso Romagnola, una dorsale di selenite che dà il nome all’omonimo Parco Regionale. E’ una formazione ricca di grotte molto frequentate da speleologi che, anno dopo anno con la scoperta nuovi siti, approfondiscono la conoscenza della Vena.

L’ambiente delle grotte della Vena del Gesso è stato ricreato anche nei pressi del Cardello, la casa-museo dello scrittore casolano Alfredo Oriani, con “Grotterellando”, un’area giochi tematica che permette ai bambini di conoscere, giocando, il mondo sotterraneo.

Le grotte della Vena, l’ospitalità dei casolani e l’attività del locale Gruppo Speleologico hanno fatto sì che la Società Speleologica Italiana organizzasse a Casola Valsenio, a partire dal 1993, ben cinque incontri internazionali di speleologia che diverranno sei alla fine di ottobre 2013. Per questo nel 2006 la Società Speleologica ha conferito a Casola Valsenio il riconoscimento di “Speleopolis – città amica degli speleologi”.

La grotta costituisce anche il luogo di nascita della Cabalache, subito dopo la filosofia, attirava l’interesse di Pico della Mirandola il quale la riteneva fonte di sapienza.Narra la leggenda che, circa duemila anni fa, il saggio Rashbi si rifugiasse col figlio in una grotta della Galilea meditando per 13 anni sui segreti della saggezza, fino a scoprire l’intero sistema della Creazione. Si spostò poi in un’altra grotta insieme a nove studenti con il cui aiuto scrisse il libroZohar, il più importante della tradizione cabalistica.

Per questo si è scelto di simulare una piccola grotta con struttura in metallo e intreccio vegetale di tralci di vite fino ad ottenere un percorso coperto. E’ stata creata un'aiuola con la stessa geometria dell'Albero della Vita,sintesi dei più noti e importanti insegnamenti della Cabala,i cui 10 elementi circolari, ove splendono essenze tipiche del Giardino delle Erbe, richiamano proprio Rashbi ed i nove studenti ai quali si deve la nascita della Cabala della Grotta. Fanno da corona blocchi di gesso, materiale caratterizzante l’area del Parco Regionale della Vena del Gesso Romagnola.

Le fioriere circolari in ramaglie di castagno di 80 cm. di diametro presentano due altezze diverse (30 e 50 cm.) in riferimento alla celebre sequenza del matematico pisano Leonardo Fibonacci riprodotta nell'aiuola adiacente, realizzata lo scorso anno dal Comune di Casola Valsenio e dal Giardino delle Erbe. Le fioriere sono disposte in modo da richiamare l'Albero della Vita che nella Cabala rappresenta simbolicamenteuna sorta di scala tra la terra e il cielo: in un verso traccia il cammino lungo il quale le anime e le creature hanno raggiunto la loro forma attuale e, nell’altro verso, indica il sentiero di risalita attraverso cui l'intero creato può ritornare nel "grembo del Creatore".

Per quanto riguarda le essenze utilizzate, le aiuole più basse sono occupate dai Timi, quelle intermedie dalle Salvie e quella più alta dalla Lavanda. Si tratta di piante officinali scelte per dare continuità all’aiuola adiacente oltrechè rappresentative di Casola Valsenio e del suo territorio. La Lavanda è presente in molti giardini pubblici e privati casolani e, con numerose varietà, nel Giardino delle Erbe e ai bordi della Strada della Lavanda che taglia trasversalmente la vallata nei pressi del paese. I Timi e le Salvie sono importanti ingredienti della cucina alle erbe aromatiche, una nuova cucina che ha trovato a Casola Valsenio un centro di valorizzazione e divulgazione.

Sia la Lavanda che i Timi e le Salvie rimandano anche ai tempi di Pico della Mirandola, vissuto nella seconda metà del ‘400, periodo di passaggio dal Medioevo al Rinascimento, che vide ampliarsi in modo più marcato l’uso delle erbe dalla medicina alla profumeria e alla cucina .

 
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